FAQ
1) In estrema sintesi quali sono le possibili modalità organizzative delle forme associative in Medicina di Famiglia, dal punto di vista gestionale e fiscale?
1. Iscrizione a un gestore terzo (esempio cooperative)
2. Divisione dei costi tra i componenti
3. Creazione di società.
La prima possibilità è la più semplice: il gestore si prende carico di tutte le spese dello studio (anche i dipendenti) e fattura poi al MMG tutti i costi in unica soluzione. Aspetto negativo: costo aggiuntivo dell’IVA. Aspetto positivo: a) il gestore può ottenere costi inferiori b) estrema riduzione dei tempi dedicati ai servizi compresi i pagamenti (gestione e stipendi dipendenti, luce, telefono, smaltimento rifiuti, ecc).
La seconda possibilità comporta l’onere di dover seguire costantemente i singoli servizi e di dover dividere tra i componenti ogni singola spesa (non è fiscalmente accettabile che icomponenti si accollino ognuno spese diverse e conguaglino poi periodicamente tra loro le spese sostenute: oltre tutto tale conguaglio dovrebbe essere fatturato).
La terza possibilità ha modalità e costi di gestione elevati che la rendono poco consigliabile.
2) Le differenze biochimiche tra farmaci biologici originatori e i relativi biosimilari possono determinare effetti clinici differenti?
Sì, prendiamo a esempio farmaci biologici come l’eparine a basso peso molecolare (EBPM): in questo caso i metodi e soprattutto i punti di frazionamento della molecola intera dell’eparina portano a ottenere molecole diverse con effetti non completamente sovrapponibili.
3) Ho ricevuto da poco il convenzionamento come MMG, quali sono le possibilità e quali le modalità di apertura dello mio studio?
L’attività di MMG è consigliabile che venga svolta, quando possibile, in forma associata con altri colleghi. Tale modalità ha degli evidenti vantaggi come le spese inferiori di gestione grazie alla loro suddivisione tra i componenti. Inoltre così è possibile disporre di personale di studio (segretaria e infermiera) per un periodo congruo (anche per tutta la giornata) ottenendo le relative indennità economiche e suddividendo la spesa con i colleghi.
Se si subentra in una forma associativa già costituita è sufficiente informare la propria ASST attendendone l’accettazione; se al contrario si decide di crearne una nuova e/ o aprire un nuovo studio deve essere presentata domanda alla stessa ASST e, ottenuta risposta positiva, devono essere rispettati i relativi regolamenti per gli studi medici.
Esiste inoltre, nei comuni in cui le istituzioni lo hanno previsto, la possibilità di appoggiarsi a una casa di comunità. In questo caso il vantaggio è che vengono meno molti impegni organizzativi (studio, personale e servizi vengono di regola forniti e gestiti dalle istituzioni). Il lato negativo potrebbe essere la parziale perdita della propria autonomia (necessità di adeguamento a orari di apertura dello studio, turni, modalità gestionali decise dalla Casa di comunità).
4) Sono un MMG lombardo e spesso ho discussioni con i miei pazienti perché le strutture a cui si rivolgono per visite specialistiche o esami strumentali da me richiesti, rifiutano le relative prenotazioni non potendo rispettare le classi di priorità indicate nella ricetta. Possono farlo?
Nella tua regione le strutture pubbliche o private accreditate devono garantire le prestazioni rispettando la classe di priorità indicata.
Nel caso non avessero disponibilità, hanno l’obbligo di attivarsi per indicare una analoga struttura nel territorio di assistenza del cittadino in grado di garantire il rispetto dei tempi di priorità.
Se anche questa possibilità non fosse praticabile la struttura cui il cittadino si è rivolto inizialmente deve inserirlo nelle liste di attesa (predisposte da ciascun ente) con l’utilizzo dei sistemi regionali e programmare la prestazione entro i termini indicati.
In caso di ulteriore impossibilità di rispettare i tempi previsti, la stessa struttura dovrà erogare la prestazione in regime libero-professionale potendo pretendere la corresponsione del solo valore del ticket, se dovuto (il cittadino non può però pretendere dalla stessa struttura il rimborso della prestazione se deciderà autonomamente di eseguirla altrove).
5) Sono un medico che sta per terminare il triennio di formazione in medicina generale. Da quando avro’ l’obbligo di acquisire i crediti ECM e come farò a controllare quelli che avrò accumulato?
L’obbligo formativo ECM decorre dall’anno successivo a quello del conseguimento del diploma secondo le modalità valide per tutti i MMG in attività (150 crediti per triennio). I crediti possono essere controllati sul sito ape.agenas.it nella sezione myecm su cui sono registrati i crediti ottenuti da provider nazionali o sul sito www.cogeaps.it che invece contiene anche quelli ottenuti eventualmente da provider regionali.